di Bruno Tammaro Iannelli (tramite Luca Rocco 75-79)
Carmelo Longo: l’allievo della Scuola Militare Nunziatella che sfidava il tempo

Ci sono nomi che restano incisi nella memoria collettiva non soltanto per i risultati sportivi, ma per il modo in cui hanno saputo incarnare un’epoca, un ideale, una disciplina. Tra questi, quello di Carmelo Longo, ex allievo della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, che nel 1978 fermò il cronometro sui 100 metri in 11 secondi netti.
Carmelo mi precedeva di un anno era in 4a Classe dello Scientifico A, mentre noi iniziavamo con il terzo anno. Ben presto però il mitico professor Magliole insegnante di ginnastica, canottiere plurimedagliapto, ci riunì entrambi e con molti altri, nella squadra di Atletica che tre pomeriggi alla settimana montavano su un traballante autobus e da Monte di Dio raggiungevano lo Stadio ALbricci per effettuare i durissimi allenamenti di prammatica. Carmelo era un formidabile velocista sia in corsa piana che in quella ad ostacoli, io più modestamente un buon mezzofondista adatto dai 1500 ai 3000 , ai 5000 o alla corsa campestre.
Carmelo era la punta di diamante della squadra, era velocissimo e faceva tempi straordinari in un tempo che oggi, nell’era delle piste sintetiche e delle scarpe ipertecnologiche, potrebbe sembrare ordinario. Ma allora, in quel contesto di allenamenti spartani e di sacrifici quotidiani, era un risultato che parlava di talento puro, di forza interiore e di una volontà che non conosceva compromessi.
La corsa come metafora di vita
Longo non correva soltanto per vincere. Correva per dimostrare che la velocità poteva essere un linguaggio universale, capace di raccontare la tensione verso l’eccellenza e la ricerca di un limite sempre più alto. Ogni partenza dai blocchi era un atto di fede, ogni arrivo un segno di appartenenza a una comunità scolastica che vedeva nello sport un’estensione dei valori militari: disciplina, lealtà, coraggio.
La Nunziatella, con le sue mura cariche di storia e di memoria, fu il palcoscenico ideale per forgiare un giovane che seppe trasformare la pista in un campo di battaglia silenzioso, dove il nemico era il tempo e la vittoria era la dignità di aver dato tutto.
Un ricordo che diventa eredità
Il 1978 non fu soltanto l’anno di un cronometro fermato a 11 secondi. Fu l’anno in cui Carmelo Longo consegnò alla sua generazione un messaggio: la velocità non è solo questione di muscoli, ma di spirito. È la capacità di credere che ogni passo, ogni falcata, possa avvicinare l’uomo alla sua idea di perfezione.
I diversi percorsi di vita ci hanno poi diviso nel 1979 dopo tanti allenamenti effettuati insieme. Finalmente nel settembre del 2023 la ripresa dei contatti. La morte del comune Professore Aldo de Simone da me commemorato giunse con qualche strano giro tra i gruppi ormai diffusi tra gli ex-allievi. Carmelo mi contattò e mi raccontò che la foto sopra pubblicata della sua finale ai campionati nazionali gli era giunta qualche mese prima proprio dal Professor Aldo de Simone che gli aveva inviato una rivista. Lui sempre molto modesto e generoso aveva fatto ingrandire la foto per tenerla come ricordo e me la inviò.
Oggi come un fulmine a ciel sereno la notizia della sua dipartita ed immediata la mia reazione nel sentire il bisogno di commemorarlo come merita un grande campione di atletica ,inquieto nello spirito ma di una cortesia straordinaria. In quel contatto mi chiese cosa stessi leggendo e gli inviai le foto dei soliti otto dieci libri in corso di lettura, lui mi ringraziò e commentammo come tra vecchi amici che non si sono in effetti mai lasciati varie cose e situazioni. Ebbi la sensazione che il tempo non fosse trascorso e che la sua bonomia di allievo era restata uguale nell’ adulto.
Oggi, ricordare Longo significa restituire valore a un gesto atletico che diventa simbolo di un’epoca. Significa raccontare ai giovani che la grandezza non si misura soltanto in medaglie, ma nella coerenza con cui si vive un ideale e nel come si sa mantenere lo stile sia in gara che al di fuori di essa, sempre nel rispetto del prossimo.
Che tu possa correre felice Carmelo nelle distese praterie celesti, ti accoglieranno schiere di arcangeli per ammirare le tue poderose gambe : due leve tornite da muscoli da campione e con alla testa cori esultanti la Santa Vergine Immacolata di cui oggi si festeggia devotamente l’ Immacolata concezione . Se ti chiedesse qualcosa tu rispondile : HINNENI’ – ECCOMI, allo stesso modo come risposero Abramo, Mosè, Samuele e Isaia.
Coloro che sono “ in ricerca non fuggono, non si sottraggono e rispondono nel modo più ampio, più umile e disponibile e tu Carmelo ricercavi sempre.
Nel solco della tradizione di chi ha fatto della memoria un dovere e della narrazione un’arte, trasmetto questa mia testimonianza di Carmelo Longo come parte di un mosaico più ampio: quello degli ex allievi della Nunziatella che hanno saputo trasformare la loro esperienza in un patrimonio di valori.
Perché la velocità di Longo non appartiene solo al passato. È un invito, ancora oggi, a correre contro il tempo con la stessa dignità, con la stessa passione, con la stessa fede nella forza della gioventù e nella nobiltà della memoria.







































