Inaugurata stele in onore di Giuseppe Saverio POLI

È stata inaugurata a Molfetta, lo scorso 24 Luglio 2021, una stele monumentale in onore di Giuseppe Saverio Poli, molfettese, scienziato e Comandante della Reale Accademia Militare Nunziatella. L’opera è stata realizzata dallo scultore Mauro Antonio Mezzina, suprogetto architettonico di Marco Mauro Pappagallo, la collaborazione di Balacco costruzioni e Desamarmi di de Santis.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, il discendente dello scienziato don Peppino Poli, Giuseppe Catenacci, presidente onorario dell’Associazione nazionale ex Allievi Nunziatella, Giuseppe Izzo, presidente dell’Associazione nazionale ex Allievi Nunziatella,  Gaetano Mongelli, storico dell’Arte, e il colonnello Francesco De Marchis, Comandante provinciale dei carabinieri di Bari.

Grazie alla concessione del Comandante della Scuola Militare Nunziatella, il Colonnello Ermanno Lustrino, hanno preso parte alla inaugurazione due allievi: la molfettese Martina Catuogno e Antonio Schiralli.

“Davanti a questo mare che ha visto tante generazioni partire e tornare – ha affermato il sindaco –, stiamo facendo la storia, che viene scritta dai contemporanei. Due sono i concetti legati a questo monumento: la cultura e la tradizione. La cultura è fatta da quegli uomini, donne e persone che con le loro idee leggono la realtà, studiano e lasciano il segno. La tradizione, invece, esiste perché noi contemporanei la riconosciamo e la tramandiamo, altrimenti sparirebbe. La tradizione è la riconoscenza del passato per rivolgersi al futuro. Quest’opera vuole essere un segno per indicare ai giovani, al futuro, che cosa è fare cultura e tradizione”.

 

CHI ERA Giuseppe Saverio Poli?

 

Giuseppe Saverio POLI nacque a Molfetta il 28 ottobre 1746, da Vitangelo ed Eleonora Corleo, in una famiglia benestante, originaria di Chioggia.

Compì i primi studi presso i Gesuiti, per poi entrare nel locale seminario: nel 1764 ottenne gli ordini minori e l’anno successivo, per volere dei genitori, si trasferì a Padova per frequentare l’Università, dove completò la formazione scientifico-letteraria ed entrò in contatto con letterati e scienziati di fama europea quali Antonio Valsecchi, Jacopo Facciolati, Giovan Battista Morgagni, Leopoldo Marcantonio Caldani.

Prima del ritorno in patria nel 1770, visitò diverse città italiane  fra cui Verona, Modena, Bologna, Firenze e Roma, ed fu in questo modo che si rese conto del livello raggiunto nell’insegnamento e nella ricerca da altre realtà della penisola. Nel 1771, deposti gli abiti ecclesiastici, si recò a Napoli per laurearsi in medicina e intraprendere la professione medica e dopo il conseguimento della laurea, si dedicò soprattutto alle scienze naturali.

Nel 1772 il Poli pubblicò a Napoli La formazione del tuono, della folgore, e di varie altre meteore, spiegata giusta le idee del signor Franklin; nel 1773 le Riflessioni intorno agli effetti di alcuni fulmini e nel 1774 la Continuazione delle Riflessioni intorno agli effetti di alcuni fulmini, ove si esamina la Dissertazione del p. Giangaetano del Muscio, relativa alle medesime. In questi scritti sostenne le teorie di Benjamin Franklin, in particolare affermò che il fulmine, l’elettricità e il magnetismo erano fenomeni collegati fra loro e prodotti da uno stesso ‘fluido’. Questioni che trattò poi, in maniera più organica, nelle Osservazioni fisiche concernenti l’elettricità, il magnetismo e la folgore, uscite negli Atti della Reale Accademia delle scienze e belle lettere del 1788. Altri suoi scritti erano apparsi in precedenza negli Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti, curati da Carlo Amoretti.

Conosciuto e apprezzato da personaggi influenti vicini alla corte, nel 1774 Poli fu chiamato a insegnare storia e geografia nell’Accademia del battaglione Real Ferdinando, l’istituzione antesignana della Nunziataella, per il cui corso pubblicò le Lezioni di geografia e di storia militare (1774-76) e gli fu conferito il grado di tenente.

In vista della riorganizzazione dell’Accademia militare, a partire dal 1775 Ferdinando IV lo inviò in giro per l’Italia Settentrionale e  l’Europa, fra cui Germania, Francia, Gran Bretagna e Paesi Bassi,  per studiare l’organizzazione e il funzionamento delle migliori istituzioni militari, ma anche delle scuole e delle università. Questo viaggio gli diede l’opportunità di frequentare i maggiori virtuosi europei del tempo, fra i quali James Cook, dal quale acquistò vari oggetti provenienti dalle isole del Pacifico, Jesse Ramsden, che gli mostrò i disegni della sua celebre ‘macchina fisica’, e Joseph Banks, presidente della Royal Society, che nel 1779 lo fece nominare membro ordinario di quel prestigioso consesso. Nello stesso anno fu nominato socio pensionario della Reale Accademia delle scienze e belle lettere di Napoli, appena fondata; divenne in seguito socio delle maggiori accademie e istituzioni scientifiche italiane e straniere (Istituto d’incoraggiamento di Napoli, Reale Accademia borbonica di Napoli, Istituto delle scienze di Bologna, Accademia delle scienze di Torino, Accademia delle scienze di Siena, American philosophical society di Filadelfia.

Nel 1780 Poli fu chiamato a insegnare fisica sperimentale presso la Scuola medica dell’ospedale degli Incurabili, dove erano stati trasferiti alcuni insegnamenti della facoltà di medicina.

In vista dei corsi da tenere agli Incurabili e all’Accademia, pubblicò nel 1780 il Breve ragionamento intorno all’eccellenza dello studio della natura e nel 1781 il Ragionamento intorno allo studio della natura e la prima edizione degli Elementi di fisica sperimentale.

Questo fortunato manuale, che ebbe numerose edizioni a Napoli e fuori, fu adottato come libro di testo da Alessandro Volta per le sue lezioni universitarie a Pavia e studiato dal giovane Giacomo Leopardi. Gli Elementi documentano come nell’insegnamento della meccanica Poli adottasse la nuova macchina di George Atwood, conosciuto a Cambridge, che gli permise non solo di osservare i gravi in caduta libera, ma di ottenere anche, con un accorgimento tecnico da lui introdotto (una levetta che gli consentiva di far partire contemporaneamente l’oscillazione del pendolo per la misura del tempo e la caduta del corpo), delle buone misurazioni.

In questi anni Poli fu chiamato da Ferdinando IV a svolgere il ruolo di precettore del principe ereditario, il futuro Francesco I. Una maggiore disponibilità di tempo e di mezzi lo spinse a intraprendere, intorno al 1788, la sua opera più importante, i Testacea Utriusque Siciliae eorumque historia et anatome tabulis aeneis illustrata.

L’opera è dedicata prevalentemente ai Molluschi marini e dulciacquicoli, ma include anche i Crostacei Cirripedi. Le specie riportate, tutte dei mari dell’Italia meridionale, soprattutto Campania e Puglia, furono descritte secondo la nomenclatura linneana, la quale, pur criticata, veniva adottata per evitare confusione con specie note. L’originalità dei Testacea consiste nel fatto che le descrizioni erano basate non sulla conchiglia dell’animale, come d’uso, bensì, grazie all’aiuto del conterraneo Michele Troia, sull’anatomia e fisiologia comparata. I primi due volumi, relativi ai Bivalvi, ai Poliplacofori e ai Cirripedi (gli ultimi due chiamati Testacei multivalvi), furono pubblicati a Parma, dall’Ex Regio Typographeio, per i tipi bodoniani, nel 1791 e nel 1795. Il terzo volume, relativo ai Gasteropodi e ai Cefalopodi (chiamati Testacei univalvi), fu completato e pubblicato in due parti, presso lo stesso stampatore, nel 1826 e 1827 dal suo discepolo Stefano Delle Chiaie, che fu autore della seconda parte.

Il 25 maggio 1801 Poli fu nominato tenente colonnello di fanteria e nello stesso anno presidente del Real Convitto militare, incarico che tenne anche nel 1802. Tra il 1803 e il 1805 fu presidente della Real Accademia militare della Nunziatella.

In vista dello studio sui Testacea, Poli aveva raccolto una ricca collezione conchigliologica, che costituì una parte rilevante del suo museo privato di storia naturale, divenuto, a partire dal 1778, una delle attrazioni della capitale del Regno. Il museo, denominato Poliano dal 1816, anno in cui venne collocato nel monastero di S. Lorenzo, fu fatto acquistare dal re Ferdinando per 15.000 ducati. Nel 1826 i suoi oggetti furono distribuiti fra il Museo zoologico e il Museo mineralogico dell’Università di Napoli.

Oltre alle collezioni naturalistiche, Poli raccolse anche oggetti d’arte, confluiti nel Museo borbonico, e medaglie antiche e moderne provenienti da diversi Paesi europei, donate dallo scienziato a Francesco I.

Negli ultimi due decenni di vita, carico di onorificenze, si dedicò soprattutto alla composizione di opere poetiche : Viaggio celeste. Poema astronomico, Napoli 1805; Saggio di poesie italiane e sicule, Palermo 1814; Inno al Sole […], s.n.t.,  molte delle quali rimaste inedite.

Morì a Napoli il 7 aprile 1825.

Pubblicazioni dell’Associazione:

IL TENENTE COLONNELLO GIUSEPPE SAVERIO POLI COMANDANTE DELLA REAL ACCADEMIA MILITARE NUNZIATELLA (1746-1825) a cura di GIUSEPPE CATENACCI

Qui il testo integrale

http://www.nunziatella.it/wp-content/uploads/2018/03/Libro-Poli.pdf

 

Abbonamento al San Carlo per gli Allievi della Nunziatella

Con una pregevole iniziativa, della quale il Presidente dell’Associazione e’ stato sempre tenuto al corrente, nello scorso mese di giugno Giuseppe Cucchi e Renato Porta, in rappresentanza de ” IL CORSO” ( 1955-58/59), accompagnati dal collega di Corso Franco Sciascia, si sono incontrati in via informale, con il C. te della Scuola col. Ermanno Lustrino per coordinare i passi opportuni per la donazione, per le stagioni anno 2021/22, 2022/23, 2023/24, da parte del Corso, di un abbonamento per un palco a 4 posti del Teatro S. CARLO di Napoli da destinare alla fruizione degli allievi.
Ieri questa donazione è stata ufficialmente formalizzata tra il Comandante ed i Rappresentanti del CORSO.
Il palco, per l’intera stagione teatrale, sarà a disposizione di 3 allievi, scelti a giudizio del Comandante, che, a rotazione, saranno accompagnati da un ufficiale, o un ex allievo o un docente.
I risvolti di questa bellissima iniziativa, inoltre, ricadranno positivamente anche sull’immagine della Scuola per la presenza continua degli allievi in uno dei luoghi culturali più prestigiosi della città di Napoli e dell’intero paese.
La ripresa della frequenza costante del Teatro ( quelli della mia generazione ricordano come la Scuola avesse in passato un palco riservato al San Carlo) permetterà di ampliare l’orizzonte culturale dei nostri allievi, anche perché, prima dell’evento, sarà fornita loro, da esperti in materia, ogni opportuna informazione sullo spettacolo cui vanno ad assistere.
Sarà anche l’occasione per far constatare agli allievi la particolare attenzione con cui gli Ex Allievi seguono e supportano la loro formazione, intesa come crescita complessiva della persona.
La speranza nostra è che altri corsi possano portare avanti analoghe iniziative che hanno l’appoggio incondizionato della Presidenza, del Consiglio Nazionale e degli ex allievi tutti.

ROBERTO MANCINI, LA NUNZIATELLA E LA TRADIZIONE

 

ROBERTO MANCINI, LA NUNZIATELLA E LA TRADIZIONE

Dal nostro inviato nella perfida Albione Renato Benintendi (73/76)

 

Siamo qui, da questa parte della Manica, in bilico tra Brexit e Covid-19, in un ginepraio di dubbi, cercando di dare una forma ai pensieri, che da tempo non ha piu’ simmetria e identita’. L’ unico torneo della storia del calcio rimandato come un tempo si faceva, che so io, per epidemie o guerre, ha il suo epilogo a Wembley. Mi viene da pensare che sia inutile ripetere la lsta dei leit motiv di questo tormentone estivo, tra rigori apparecchiati in geografie calcistiche improbabili, come quella di Londra. E non so se oggi vinceremo la finale. Sono pronto, ex allievo d’ Oltre Manica, ad assorbire i lazzi che questa sera inevitabilmente ricevero’ tra le note di un impero mai tramontato e le nuvole di alcol. Guardo solo Roberto Mancini che, con un sorriso appena accennato, stringe un pezzo di stoffa su cui fa bella mostra di se un antico stendardo, quello della Nunziatella. Questo ha il potere di farmi comprendere perche’ stasera noi, ancora una volta, giocheremo una finale e perche’ avremo vinto in ogni caso. Noi, quelli del catenaccio, del gruppo senza le stelle degli sponsor milionari, ma noi, l’ Italia. Comprendo allora che si vince per tradizione, si tradizione, quella che nessun campione d’ Africa guadagnato al passaporto francese, belga, olandese o inglese, potra’ iimportare. Noi siamo l’ Italia, humus di consapevolezze, storia, archivio di eccellenze e umanita’. Come la Nunziatella. Non saremo mai Eton, mai nessun ufficiale e gentiluomo girera’ in moto, come a West Point, tra i vicoli del Pallonetto. Ma siamo antichi, piu’ di chiunque altro. E non so se vinceremo, come non so se la Scuola sia la migliore o la peggiore d’ Italia. Ma quando un giorno saro’ vecchio so per certo che dal portone di Pizzofalcone uscira’ ancora un drappello di trombe e tamburi, e nello stesso tempo in qualche scalcinato cortile un ragazzo italiano stara’ tirando un rigore, ignaro del fatto che prima o poi saremo ancora l’ Italia che vince, quella su cui nessuno punta un penny, ma che alla fine sara’ ancora li’ a ricordarti che la tradizione non si improvvisa come lo slogan di uno bibita analcolica.
FORZA AZZURRI

MAK P 100 Terza Compagnia

MAK P 100 Terza Compagnia

Il 31 maggio 2021 si è svolto l’annuale incontro dell’Associazione con gli allievi della Terza Compagnia, pochi giorni prima che questi ultimi  celebrassero, anche se in forma ridotta ma con la solennità e la commozione usuale, il loro MAK P 100.

L’incontro, nel normale rispetto delle normative “Covid” ha avuto una forma ed uno spazio temporale ridotto ed allo stesso hanno partecipato, per l’Associazione, il Presidente Onorario, il Presidente Nazionale , il Presidente del Probi Viri, il Presidente della Sezione Campania – Basilicata ed il Vice Presidente Nazionale.
Sono state illustrate ai maturandi, da Presidente Nazionale, le caratteristiche ed i fini istituzionale dell’Associazione ed è stato rivolto ai ragazzi l’augurio di una felice immissione nei ranghi dell’associazione.
Anche il Presidente Onorario, che all’inizio della riunione aveva consegnato al Capo Corso il “Gagliardetto” del proprio Corso 53-56/57, ha rivolto ai ragazzi un affettuosa saluto ed augurio.

Concorso per l’ammissione di giovani ai licei annessi alle Scuole Militari dell’Esercito “Nunziatella” e “Teuliè” – 2021

Il 7 Aprile 2021 verrà pubblicato il Bando di Concorso per l’ammissione ai licei annessi alle Scuole Militari dell’Esercito “Nunziatella” e “Teuliè”  per l’anno 2021, ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina del Ministero della Difesa qui

 

BANDO DI CONCORSO 2021

 

La Scadenza del Bando é prevista per il 6 Maggio 2021, i posti disponibili fra le due scuole saranno complessivamente 100.