Intervento della Medaglia d’Oro al Valor Militare Capitano Rosario AIOSA

(ora Generale di Corpo d’Armata, in congedo assoluto, dell’Arma dei Carabinieri)

in occasione della Cerimonia del Giuramento

degli Allievi del 231° Corso della Scuola Militare “Nunziatella”

– Napoli, 17 novembre 2018 –

 

Signora Ministro (della Difesa),

Autorità, Signore e Signori, Ex allievi,

Caro Comandante (della Scuola), carissimi Allievi,

anche oggi sarebbe spettato a me, quale rappresentante del Gruppo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, il gradito compito di prendere per primo la parola in occasione, quest’anno, del 231° anniversario di fondazione della “Nunziatella”, dal 1787 presente nel cuore della città di Napoli, a tutti noi tanto cara.

Poiché, invece, un improvviso impegno famigliare non mi consente di intervenire personalmente alla cerimonia, ho chiesto al Comandante di valutare l’opportunità di far dare lettura di questo mio breve messaggio.

 

“All’amata Bandiera dell’Istituto, rivolgo, come sempre, il primo pensiero e l’omaggio più deferente.

A tutti i Caduti per la Patria ed in particolare a quelli di cui il “Masso del Grappa” della Scuola rende, ogni giorno, silenziosa ma intensa testimonianza,  rinnovo un grato e commosso ricordo.

Alle loro Famiglie esprimo un memore sentimento di affettuosa e solidale vicinanza.

Agli Anziani del 229° Corso invio un saluto cordiale, con gli auguri migliori, in vista della prossima “maturità” e del futuro impegno nelle Accademie e nelle Università.

Al 230°, a cui tocca il “limbo” del secondo anno, risparmio il goliardico dileggio che la Tradizione imporrebbe e rivolgo, invece, un vivo incoraggiamento.

Naturalmente, però, è con voi, Cappelloni del 231° Corso, 2018-2021, che desidero condividere, seppur rapidamente, una riflessione,  un auspicio  ed una esortazione.

Tra pochi minuti, mentre giurerete fedeltà alla Repubblica, di fronte alla nostra Bandiera e nelle mani del nostro Comandante, impegnandovi a difenderla e ad osservarne la Costituzione e le leggi, pur nell’emozione che certamente proverete, riflettete anche sulla doppia coincidenza storica di questo vostro “battesimo laico”, militare e civile, nel quale vi sono “padrino”, che avviene nel 170° anniversario della prima guerra di indipendenza, che diede l’avvio al “processo unitario” di quella “espressione geografica” rappresentata dalla parola Italia (secondo la famosa e controversa frase scritta da Metternich in una sua nota del 1847), conclusosi, dopo 70 anni, con la fine vittoriosa del primo conflitto mondiale (per il nostro Paese anche “quarta guerra d’indipendenza”), di cui ricorre, appunto, il Centenario.

Dei tanti ex allievi che, con onore, furono partecipi di quegli eventi, molti dei quali sino al sacrificio delle loro giovani vite, vi ricordo, per Tutti, i nomi di Carlo Pisacane, tra i primi e di Achille Balsamo di Loreto, l’ultimo.

Auspico che la Scuola organizzi una visita a qualcuno dei Sacrari Militari in cui sono conservati i resti mortali dei Caduti, per consentirvi non solo di “ricordare” (nel senso etimologico di “rimettere nel cuore”), in un contesto di grande suggestione emotiva, il loro sacrificio, ma anche, letteralmente, di “incontrarli” (quando ci sarete, comprenderete appieno cosa intendo).

Se ciò non dovesse essere possibile, vi invito a farlo autonomamente: una visita a Cima Grappa, o ad Asiago (dove il Direttore è un ex allievo), ad Oslavia, al Pasubio o, naturalmente, a Redipuglia (ove sono in corso i lavori di completo restauro conservativo) non sarà un giorno di licenza perso, ma un’occasione di grande arricchimento culturale, morale e spirituale.

Vi esorto, infine, ad essere un corso unito, solidale e collaborativo ed a  coltivare sentimenti di lealtà, convivialità ed amicizia.

Anche a voi ripeto che “da soli si può andare più veloci, ma insieme si va certamente più lontano”.

Mantenete sempre vivo l’entusiasmo di questa giornata e fatene un valore caratteristico del vostro corso.

Al riguardo, nel sottolineare che il termine “entusiasmo”, per i greci, rappresentava l’ispirazione divina (nulla di banalmente fanciullesco, perciò), ma tralasciandone i significati soprannaturali, il concetto di entusiasmo verso il quale desidero orientarvi è quello di “dare tutto quello che si ha in tutto quello che si fa”, comunque al di fuori di ogni misera logica competitiva, per il bene di voi stessi e di ciascuno dei vostri 84 compagni di corso, per il bene della “Nunziatella” e per il bene della Patria.

 

Buona fortuna a Tutti.

Evviva il 231° Corso!

Lunga e gloriosa vita alla “Grande Nunziatella”!

Vivano l’Esercito e le Forze Armate!

Viva l’Italia! Viva l’Europa Unita!”

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