

Siamo
nel cuore della Roma barocca e rinascimentale, qui a poca distanza
da S. Pietro e Castel S. Angelo, lungo l'asse che si snoda da
Porta Settimiana a Via della Lungara, seguendo il corso del
Tevere, sorgono alcuni dei più splendidi edifici della
città, un tempo dimora di antiche famiglie patrizie,
oggi sede di importanti istituzioni culturali: la Villa della
Farnesina, il Palazzo dei Principi Corsini, sede dell'Accademia
dei Lincei, e il complesso dell'Orto Botanico. Qui, dove ha
inizio Via della Lungara, Palazzo Salviati ci appare in tutta
la sua composta e classica bellezza, splendido nel fascino antico
della sua lunga storia.
Di seguito la sintesi cronologica della storia del palazzo:
1520: Palazzo Salviati è edificio rinascimentale
la cui costruzione ebbe inizio a partire dal 1520 per volontà
di Filippo Adimari, illustre e colto prelato di famiglia fiorentina,
su progetto di Giulio Romano.
1536: Dopo la morte di Filippo Adimari avvenuta
nel 1536, l'edificio passò di mano molte volte sino ad
arrivare al 1552 al Cardinale Giovanni Salviati, il cui fratello
Bernardo ordinò nel 1554 a Giovanni Lippi, detto Nanni
di Baccio Bigio, il completamento dell'edificio che, pur mantenendo
la lunghezza del fronte del palazzo, venne ampliato in profondità
e subì varie modifiche anche nella facciata.
1561: Bernardo Salviati, appena fu nominato
cardinale nel 1561, incaricò il pittore Santi di Tito
della decorazione della cappella del palazzo: un piccolo ambiente
con volta a padiglione, (con al centro uno stemma cardinalizio
del porporato inquartato a quello mediceo), che venne ornato
di affreschi e stucchi, questi ultimi ad opera del maestro Battista.
1568: I lavori furono completati nel 1568,
praticamente in coincidenza con la morte di Giovanni Salviati
che giunse appena a vedere compiuto il suo nuovo palazzo. I
lavori continuarono anche dopo la morte del Cardinale curati
dal nipote Antonio Maria Salviati, futuro Cardinale a sua volta,
morto nel 1602. Da quel momento per un lungo periodo alcune
parti del Palazzo furono date in affitto ad inquilini di alta
qualità (come gli Ambasciatori di Francia, il Cardinale
di Perugia, i Della Corgna, il Cardinale d'Este, il Duca di
Bracciano ecc), così che il palazzo cadde in un lungo
stato di sostanziale decadenza "locataria".
1657: Nel 1657 il Duca Francesco Maria Salviati,
figlio di jacopo, con la prospettiva del suo prestigioso matrimonio
con Caterina Sforza, che sarebbe stato celebrato da lì
a qualche anno, fece abbellire il Palazzo con affreschi di Giovanni
Morandi ed ampliare dal lato verso la collina. L'impresa architettonica
non si limitò "semplicemente" a rimodernare
le oltre 100 stanze del palazzo originario, ma si volle anche
realizzare ex novo un appartamento superiore. Questo venne addossato
sul fronte di ponente dell'edificio e per realizzarlo furono
necessari grandi sbancamenti del fianco della collina del Gianicolo.
Furono riservate, anche, molte cure al giardino che ornano cortili,
ninfei, scalinate e fontane divenne uno dei più belli
di Roma.
1699: Nel 1699, nel giardino del Palazzo, allora
in possesso di Antonio Maria Salviati (figlio di Francesco Maria
e Caterina Sforza) fece scavare nel pendio della collinetta
gianicolense un teatro di forma ovale con tre ordini di sedili
dove si tenevano le adunanze degli Arcadi. I poeti dell'Accademia
degli Arcadi (1690) avevano lo scopo di rievocare una poesia
semplice e limpida vicina ai modelli bucolici greci e dell'elegia
latina. Nel 1707, tre anni dopo la morte del Duca Salviati,
i poeti dell'Arcadia dovettero trasferirsi nel giardino del
Principe Don Francesco Mario Ruspoli dell'Esquilino, poi nel
giardino dei Ginnasi dell'Aventino. Fu questo uno dei periodi
di maggior splendore dell'edificio che comprendeva circa 150
ambienti, piano nobile (residenza della famiglia) secondo piano,
due mezzanini (abitazioni per i domestici), due cappelle, una
biblioteca, quattro saloni (camere di udienza), una galleria
con statue, vasi, e così via, nonchè due anticamere
con una collezione di oltre 320 dipinti tra cui opere di Leonardo,
Tiziano ed altri grandissimi artisti del Cinquecento.
1707: Nel 1707 la proprietà passò
a Zeffirina Salviati (unica erede di Francesco Maria) ed in
occasione del suo matrimonio con Francesco Colonna, nel 1732,
circa metà della raccolta di sculture antiche presente
in Palazzo Salviati (comprendente circa 65 reperti) fu ceduta
alla famiglia Colonna. Oggi l'unico reperto archeologico di
età romana rimasto nel Palazzo è una statua acefala
di Dionisio di marmo bianco, copia di età adrianea o
antoniana da originale greco del IV secolo, che si trova nella
nicchia del muro di fondo del giardino del palazzo alle pendici
del Gianicolo.
1733: Zeffirina Salviati nel 1733 cedette molti
locali all'Annona Pontificia ed il Papa Clemente XII vi trasferì
l'archivio del tabularium e della rem frumentarium.
Alla morte di Zeffirina Salviati nel 1756, estintosi il ramo
romano della famiglia, l'immobile fu ereditato, congiuntamente
con gli altri beni, dal ramo fiorentino dei Salviati, rappresentato
da Anna Maria, moglie di Marcantonio Borghese.
1818: Il Governo Pontificio acquistò,
nel 1818/1820, una larga parte del grande giardino, del quale
nel 1823 Papa Leone XIII ne fece un giadino Botanico destinato
a servire da scuola all'Università la Sapienza di Roma.
Alcune preziose piante esotiche, tra cui un raro esemplare di
albero di pepe, si possono ancora ammirare nel giardino del
Palazzo.
1837: Nel 1837 fu realizzato l'ingresso monumentale
su Via della Lungara, con le sfingi poste sui pilastri del cancello
e l'epigrafe commemorativa del Papa: GREGORIUS XVI SOMMO P.
O.M.AN. MDCCCXXXVII / BOTANICAE PROVENDHAE (Gregorio XVI Sommo
Pontefice, nell'anno 1837 / Per il progresso della scienza botanica).
1840: Nel 1840 il palazzo fu acquistato dal
Governo Pontificio che vi collocò la sede dell'Archivio
Urbano, privando l'immobile della sua antica funzione residenziale.
1849: Nel 1849 l'edificio ebbe la prima destinazione
militare perchè vi si collocarono, per circa un anno,
truppe francesi chiamate a difendere lo Stato Pontificio contro
gli insorti della Repubblica Romana. Una volta che queste furono
allontanate da Roma, l'Archivio Urbano nel 1863 fu trasferito
all'ospizio di San Michele a Ripa e l'edificio restaurato fu
destinato a caserma dei Dragoni Pontifici.
1870: Nel 1870 Palazzo Salviati divenne proprietà
dello Stato Italiano e per alcuni anni dal 1879 al 1882 vi si
raccolsero i reperti archeologici rinvenuti durante i lavori
di costruzione degli argini del fiume.
1883: Nel 1883, il Palazzo Salviati fu destinato
a sede del Collegio Militare di Roma (1833 - 1944), e ciò
comportò la trasformazione dello stesso Palazzao e del
giardino. In quella occasione fu chiamato a decorare la volta
dell'androne ed i quattro saloni al piano terreno (oggi sede
della Biblioteca del CASD) il pittore fiorentino Annibale Brugnoli.
1921: Nel primo dopoguerra, alle spalle del
Teatrino degli Arcadi fu eretto un piccolo monumento alla memoria
degli allievi della scuola militare caduti in combattimento.
1933: Nel 1933, in occasione del Cinquantenario
del Collegio Militare, si decise di chiudere il cortile con
un quarto corpo di fabbrica, a mezzogiorno, per il qaule si
mantennero le forme dell'originaria fronte posteriore eseguita
da Nanni di Bacio Bigio.
1938: In memoria degli allievi della scuola
militare caduti in combattimento fu realizzato nel 1938 il sacrario
in un ambiente al piano terreno nel lato ovest dell'Istituto.
1943: Il 16 ottobre 1943, 1022 ebrei romani,
razziati dai nazisti, furono concentrati nel Palazzo Salviati
per due giorni, prima di essere deportati ad Auschwitz. Come
ricorda la lapide, posta a lato dell'ingresso di Via della Lungara,
soltanto 16 persone sopravvissero ai campi di sterminio.
1945: Dopo la liberazione, per tutto il 1945,
divenne Ospedale delle Forze Armate Canadesi; successivamente,
tra il 1946 - 1950 fu sede del Tribunale militare.
1950: In occasione dell'anno giubilare 1950
nei locali di Palazzo Salviati, temporaneamente ceduti all'organizzazione
vaticana, venne sistemata la Casa Ostello del Pellegrino, rimasta
attiva fino al 1954.
1971: Dal 1971 Palazzo Salviati è la
Sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD).